Wednesday, November 19, 2008

The Zen of Balda è morto, Viva The Zen of Balda

Ai pochi lettori di questo blog,
ho spostato tutto su Wordpress:


perchè mi piace di più l'interfaccia, perchè le statistiche sono davvero belle, perchè è più attraente, perchè si.

Cercherò di mantenere il blog più vivo di quanto abbia fatto ultimamente: ho intenzione di scrivere recensioni di libri fotografici, annunci di mostre fotografiche (e non), commenti su obiettivi, fotocamere e accessori e molti off-topic di politica, società e scienza.

Di tanto in tanto posterò qualche mia foto, aggiornandovi sui miei ultimi progetti fotografici, i miei dubbi artistici ed i miei problemi tecnici.

Spero che questo blog non muoia, ma che mantenga vivo il mio ed il vostro interesse.

Saturday, October 04, 2008

Il Pane per la Ricerca

Riporto per intero l'articolo di Guido Barbujani comparso su "Il Sole 24 Ore" del 29 settmbre 2008 (p. 47), perchè ripropone in chiave diretta e chiara il problema del taglio ai finanziamenti per l'Università proposto dal Ministro Tremonti e in questi giorni in fase di approvazione al parlamento.

Il pane per la ricerca
Da qui al 2012 il taglio delle risorse scoraggerà gli studiosi più meritevoli e accelererà il declino del nostro Paese
di Guido Barbujani (Il Sole 24 Ore)

Nel suo bel libro L'ombra della guerra (Donzelli, 2007), Guido Crainz racconta come nel grande rivolgimento postbellico i braccianti agricoli avessero strappato salari più dignitosi. Dall'organo dei possidenti terrieri bergamaschi, Terra Orobica, sale un grido di dolore: «Un tempo la mercede oraria dei contadini era pari al valore di un chilogrammo di pane. Non sarebbe opportuno ed equo che si ripristinasse questa unità di misura?».
Al panificio Orsatti di Ferrara un chilo di pane costa 6,50 euro. Moltiplicato per 40 ore la settimana e per 4 settimane fa 1.040 euro al mese. È quanto guadagnano oggi (1.047 euro al mese, per l'esattezza) i dottorandi, cioè i laureati che lavorano a tempo pieno su un progetto scientifico che li porterà al più alto titolo universitario, il dottorato di ricerca. Studia; se sarai bravo ti laureerai; e se sarai bravissimo potrai aspirare a uno stipendio pari a quello che, nel '46, i braccianti di Bergamo non erano più disposti ad accettare. Questo è il messaggio che mandiamo agli studenti che puntano a ottenere la massima qualificazione accademica, alla futura classe dirigente del Paese.
È frustrante parlare dello stato di abbandono in cui versano Università e ricerca nel nostro Paese. Le cifre sono grottesche, nessuno ci fa più caso. Tanto per dirne una: per i diritti degli highlights della serie A, la Rai ha speso più di quanto nel 2008 l'Italia ha investito nella ricerca di base, i cosiddetti progetti Prin.
Lo conferma il rapporto 2008 dell'Ocse, Education at a glance (lo trovate al sito http://caliban.sourceoecd.org/upload/9608041etemp.pdf). In media, nei Paesi dell'Ocse si spende per l'Università l'1,5% del prodotto interno lordo; in Italia, lo 0,9 per cento. Dietro di noi c'è solo la Slovacchia, per un pelo. Gli Stati Uniti investono nelle istituzioni universitarie il 2,9% del loro prodotto lordo, il Canada il 2,6 per cento. Grecia, Messico, Polonia, Israele, Portogallo, Turchia, Estonia, Cile: sono tutti davanti a noi, alcuni di un bel po'. Va bene, dirà qualcuno, ma negli Usa i privati sono molto più generosi. Vero, i privati americani lo sono sei volte più dei nostri (l'1,9% contro lo 0,3%). Ma negli Stati Uniti di George W. Bush i finanziamenti pubblici dell'Università sono il doppio che in Italia.
Presto rimpiangeremo i tempi in cui potevamo giocarci con la Slovacchia il penultimo posto. A giugno, infatti, con il decreto legge 112/08, inserito nella manovra finanziaria per il 2009 («Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria») l'Università italiana è stata rivoltata come un calzino. Per cominciare, dovrà dimagrire: sarà assunto un nuovo dipendente solo ogni cinque pensionamenti. Ne deriveranno crescenti economie per il bilancio dello Stato, da 456 milioni di euro nel 2009 fino a 3.188 milioni nel 2012. Sembrerebbe insomma che per garantire lo sviluppo economico e la competitività il nostro Governo abbia scoperto l'uovo di Colombo. Niente nuove risorse, anzi, noi faremo il contrario di quello che fanno gli altri: disinvestire, disinvestire! Barack Obama promette un milione di nuovi insegnanti? Che fesseria: noi, invece, per essere più competitivi, ce ne sbarazzeremo: dalla scuola elementare in su.
A colpi di un'assunzione ogni cinque pensionamenti, c'è poco da fare: presto i docenti non basteranno più. Chiuderanno i corsi di laurea, poi le facoltà, poi interi atenei. Il decreto legge 112/08 offre però una scappatoia. Le università non vogliono chiudere? Si trasformino in fondazioni di diritto privato. Non è ancora ben chiaro cosa questo comporti, ma è chiaro come andrà a finire. Chi non ce la fa muore, chi ce la fa – le università che troveranno uno sponsor – si privatizza. Anche così, però, i fondi per sopravvivere (e non parliamo di crescere) saranno scarsissimi. Oggi le tasse nelle università private sono dieci volte più alte che in quelle pubbliche. Prima di mettersi a licenziare i dipendenti, le università superstiti si adegueranno. Quando nel nostro Paese l'università sarà solo privata ci si laureerà a prezzo di mercato.
Potremmo non preoccuparcene. All'università, si sente dire, non si lavora; i professori non ci sono mai e quando ci sono battono la fiacca. Venite a controllare, non è così. Ma qualcosa di vero c'è: non tutte le sedi, non tutti i corsi, sono all'altezza del loro compito. Che fare, allora? Altrove si valuta la produzione scientifica; si premia chi lo merita, si penalizzano gli altri. Da noi, invece, si spara nel mucchio. I professori vogliono soldi? Che se li trovino. E la ricerca di base, l'alta formazione postlaurea? E chi se ne frega. La pensano così in molti: il decreto 112/08 ricalca una proposta di legge presentata nella scorsa legislatura da Nicola Rossi, allora deputato Ds, oggi senatore del Pd. «L'Italia ha bisogno di un soffio di libertà. Libertà di competere, libertà di rischiare, libertà di inventare, libertà di scommettere sul proprio talento» scrive Rossi al proprio sito web. «Non crediamo», continua, «che la giustizia sociale si misuri in quantità di spesa pubblica». Giusto. Resta da capire come potranno scommettere sul proprio talento i nostri migliori laureati, senza investimenti nella ricerca, senza borse di studio, senza futuro nel sistema accademico. E soprattutto come potrà il Paese, liquidate università e ricerca pubbliche, restare a galla in una competizione internazionale che si gioca sempre più sulle conoscenze e sull'innovazione.
Perché di questo si tratta. Dei tagli forsennati alla spesa per l'università soffrirà inizialmente solo chi ci lavora. Sarà sempre più difficile fare ricerca, e senza ricerca si sforneranno laureati sempre più scadenti. Ma lì per lì se ne accorgeranno in pochi: ci sarà qualche disoccupato intellettuale in più, e sui giornali compariranno sempre meno titoli del tipo: "Scienziato italiano scopre questo o quello". Ma quando avremo definitivamente scassato il nostro sistema di istruzione superiore ci vorranno decenni per ricostruirlo. Per decenni saremo privi di personale qualificato, di ricerca di base, di progetti innovativi, di strutture per l'alta formazione: di tutta quella paccottiglia su cui, chissà perché, insistono a spendere denaro pubblico gli americani e i loro compari canadesi, tedeschi, inglesi.
Vogliamo che vada a finire così? Sembra proprio di sentir echeggiare dal Parlamento un bel "Sì" bipartisan. Fra qualche anno magari gli storici distingueranno fra chi quel sì lo ha pronunciato implicitamente non mantenendo le promesse elettorali, e chi lo ha esplicitato con atti vandalici contro il sistema universitario. Ma oggi non importa. Importa che, in controtendenza con tutto il mondo civile, stiamo gettando nel cesso un patrimonio culturale accumulato attraverso secoli. Presto per le menti migliori delle nuove generazioni non ci sarà nemmeno quel chilo di pane all'ora che un'Italia enormemente più povera della nostra destinava ai suoi contadini senza terra.



Wednesday, October 01, 2008

Proteomica

Monday, September 29, 2008

News Scientifiche

  • I Geni dell'Anno 2008. La Fondazione MacArthur premia 10 scienziati per il loro contributo (passato, presente e potenziale) alla ricerca scientifica nei loro campi. Il premio consiste in 500.000 dollari (si, cinquecentomila!) da spendere come vogliono. Tra i premiati di quest'anno:
    1. Adam Riess, 38 anni, studia la geometria dell'universo
    2. Andrea Ghez, 43 anni, studia la formazione delle galassie e dei sistemi solari
    3. Marin Soljacic, 34 anni, cerca di combinare la meccanica quantistica coi computer

  • Venerdi' 19 Settembre c'e' stato un piccolo incidente al Large Hadron Collider (LHC) del Cern: si e' fuso un conduttore di corrente elettrica che unisce due magneti, questo ha causato un brusco surriscaldamento di uno dei due magneti che si e' deformato, rompendo il tubo che trasporta l'elio liquido per il raffreddamento. Per riparare il magnete danneggiato (che costa circa 900.000 euro), bisognera' riscaldare e poi raffreddare a 2 gradi kelvin (circa -271 gradi centigradi) un intero ottante (un ottavo di circonferenza). Ci vorranno almeno due mesi di lavoro prima di poter riprendere gli esperimenti. Chi si aspettava la scoperta di nuove particelle o del tanto atteso, quanto introvabile, Bosone di Higgs, entro il 2008, dovra' pazientare ancora un po'.

  • Materia Oscura, Energia Oscura e ora...il Flusso Oscuro (Dark Flux). Infatti alcuni ricercatori hanno notato, dall'analisi del moto di 700 gruppi di galassie, che esse sono tutte tirate nella stessa direzione, e all'incirca alla stessa velocita' di 1000 km al secondo, verso la zona dell'universo dove si vede la costellazione del Centauro. Pero' questo movimento non puo' essere imputato alla forza gravitazionale della materia visibile presente nella regione, ne' da quella oscura e neanche dalla strana Energia Oscura scoperta un decennio fa. I cosmologi speculano che le galassie sarebbero attratte da una irregolarita' nella distribuzione di materia che non e' stata "lisciata" dall'Inflazione: quel brevissimo periodo dopo il Big Bang, durante il quale l'universo si e' espanso ad una velocita' superiore a quella della luce, rendendo alcune zone a noi invisibili.

  • Il cervello di una vespa e' grande quanto il punto che chiude questa frase. Ciononostante questi insetti sociali si ricordano e si riconoscono l'un con l'altro (al link trovate due brevi video), come hanno scoperto Elizabeth Tibbetts e Michael Sheehan dell'Universita' del Michigan, Ann Arbor. Questa dote gli evita di doversi scontrare di nuovo per stabilire la gerarchia all'interno di un nido.

Thursday, September 25, 2008

La Terra e' in rosso

Il 23 settembre i consumi dell'umanita' hanno superato le risorse che il nostro Pianeta produce in un anno. Per i prossimi mesi bruceremo le riserve, contribuendo al declino ecologico della Terra.

Tuesday, September 09, 2008

Sempre piu' in basso...

Cos'e' la memoria storica?
I politici italiani probabilmente pensano che sia una memoria fluida, da rimodellare a proprio piacimento, a scapito della serieta' delle ricerche storiche.
Altrimenti come spiegare le dichiarazioni del sindaco di Roma Alemanno e del ministro La Russa? Questi, e altri, politici dal passato (neo-)fascista stanno conducendo una campagna propagandistica per cercare di separare il "buon fascismo" dal "cattivo fascismo". Ma il fascismo e' stato uno solo, e' stato combattuto e (apparentemente) distrutto 50 anni fa, ma ancora oggi in Italia si tenta di rivalutarlo. Come se in Spagna qualcuno tentasse di rispolverare il Franchismo...

Tuesday, July 29, 2008

Pulcinelle di Mare in volo

Ho fotografato questa coppia di Pulcinelle di Mare (Fratercula arctica) sull'isola di Lunga, nelle Treshnish Isles, Scozia. Mi sono appostato davanti a questa roccia dove arrivavano di continuo i buffi uccelli. Volevo catturare l'istante dell'atterraggio. Sono stato fortunato, una pulcinella stava per atterrare in testa ad un'altra, che e' scappata via in modo rocambolesco.
E' possibile acquistare la licenza per questa immagine via Photoshelter.